Il 15 dicembre 2018 nella storica galleria Consorti di via Margutta 52/a , a Roma è stata Inaugurata con grande partecipazione di pubblico una Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea di pittura , scultura , fotografia e grafica . Sono stati molto ammirati i lavori, all’altezza del nome della galleria che opera dal 1963 nella strada conosciuta nel mondo come la “ via degli artisti “ che nel tempo ha ospitato e portato al successo maestri oggi famosi come: Cascella , Monachesi , Vespignani , Perilli , Dorazio , tanto per citarne alcuni – Il gallerista Augusto Consorti e Stefano Giachè, noto pittore e cultore d’arte hanno invitato gli stessi artisti a partecipare , nel periodo natalizio con opere di piccolo formato nello spazio espositivo di grande prestigio , Roman Holidays in via Marco Aurelio 13 , nei pressi del Colosseo , a pochi metri dal suggestivo parco archeologico del Colosseo e del Foro Romano .
Nella foto a sx gli artisti presenti all’inaugurazione nella galleria Consorti
a dx un momento dell’inaugurazione nella Roman Holidays del Colosseo
Nella suggestiva cornice di via Margutta dal 14 al 27 giugno 2018, si è svolta una mostra collettiva di arti visive che ha raccolto un piccolo numero di artisti selezionati dalla galleria Consorti. A questi ultimi è stata data la possibilità di mostrare i propri lavori inseriti con estrema accuratezza visiva nello spazio della galleria.
Articolo sul quotidiano LA Voce 19 giugno 2018
Articolo sull’Attualità luglio agosto 2018
“PERCORSI VISIVI “ ARTISTI CONTEMPORANEI ALLA BIBLIOTECA ANGELICA L’arte e la cultura in questo particolare e critico momento che…
Durante il periodo pre natalizio il giorno 10 dic. c.a si è inaugurata nelle immediate vicinanze di piazza Navona, la mostra di pittura NATALE METROPOLITANO, ove gli artisti oltre a manifestare le loro opere pittoriche sono stati chiamati a contribuire ad una raccolta in favore dei territori devastati dall’ultimo terremoto, mettendo in vendita anche oggetti da loro creati: in ceramica, in vetro, disegni e stampe di loro opere. In quella vetrina ho portato le mie opere decorative in vetro dove rappresento sulle famose “Fojette”, storicamente in uso nelle osterie romane, immagini dei luoghi più ammirati di Roma. Inoltre ho esposto per la prima volta una mia opera pittorica che ha lasciato sconcertati i più che mi conoscevano solo come solo artista figurativo: “Fantasia di Libri” così commentata dal critico d’arte Mara Ferloni, “Lasciate le architetture, i ruderi suggestivi del passato illuminati dal sole e dalla storia, la cromia di questa opera è di forte impatto visivo e di equilibrata concettualità”.
Nella inedita cornice di un appartamento adibito a B&B e arredato con oggetti d’Arte, si è svolta una inaugurazione alquanto insolita e sorprendente, alla quale ha partecipato un pubblico numeroso di addetti ai lavori e di turisti. La mostra a tema “Panorami” inserita nella sala di rappresentanza della struttura è stata una bella novità per il variegato pubblico internazionale.
Mostra ricca di opere su Roma, diverse per stile e tecnica ma tutte rivolte al raggiungimento di un unico obiettivo, quello di essere da sprone per un pronto recupero della sua immagine migliore.
SALE DEL BRAMANTE – PIAZZA DEL POPOLO –
ROMA DAL 17 OTTOBRE – AL 26 OTTOBRE 2015
In questo anno, caratterizzato da appuntamenti Internazionali, come l’Expo di Milano, e l’entrata del Giubileo, l’Associazione Culturale AR.CO., in collaborazione con l’Associazione AMI.BE.C. 2.0 (Amici Beni Culturali), organizzano l’Esposizione HUMANART 2015, “L’ARTE ALLE SOGLIE DEL GIUBILEO”, presso le prestigiose sale del Bramante. HUMANART, “HUMAN RIGHTS”, per sostenere insieme i diritti umani attraverso il linguaggio dell’Arte. Un chiaro messaggio di bellezza e forza, per il rinnovamento dei valori umani.
Dire di Stefano Giachè, pittore, ma anche promotore ed organizzatore di rassegne, collettive, di arte pittorica, è senza alcun dubbio un grande piacere.
Un piacere che nasce dalla conoscenza del pittore prima e quindi dell’uomo, persona che ha saputo farsi apprezzare di certo come artista e stimare poi come uomo, frase idonea a confermare il giudizio appena esternato nell’incipit della frase, del periodo.
Due nomi vengono alla mente parlando della pittura di questo artista, dico pittura ma intendo arte, parola che meglio esprime la compiutezza del suo lavoro, frutto di un poiesis irrefrenabile.
Roesler Franz e la sua Roma sparita, su cui tornerò, ed Ippolito Caffi, al cui mirabile pennello dobbiamo molti olii straordinari illutranti le bellezze di Roma, colta con maestria nel disegno e sensibilità eccezionale nella coloratura delle scene, le vedute proposte che attingono all’assoluto, alla atemporalità, grazie ad una luce che esalta il soggetto riprodotto facendone un icona trasmissibile nei secoli. Una stupenda testimonianza del suo amore per la città, eretta futura Capitale.
Anche Ettore Roesler Franz gioiì di questo mal di Roma, come i tanti promeneurs, già Winckelman alla fine del settecento, ma per lo più ottocenteschi che scesero in Italia per scoprire le rovine imperiali, la cultura classica, e pure le numerose testimonianze architettoniche e pittoriche che la chiesa ma anche le confraternite ed i privati, le grandi famiglie, appaltarono ai grandi artisti del rinascimento e del barocco, realizzando una stupenda fusione di epoche e stili, a connotare questa città.
E veniamo all’artista cui è dedicato questo scritto. La sua pittura, comprende anche l’acquerello, grande veicolo dell’opera di Roesler Franz, ma predilige l’olio, impiegato con sapienti e suggestive pennellate, per dipingere molteplici ritratti della sua cità, amata come una donna e come tale infinito soggetto dei suoi quadri, che non a caso sono poetici, intrisi di un affetto sincero xche si esprime in un dolce cromatismo, peraltro mai manierato o stucchevole.
La sensibilità artistica del Nostro consente, a chi viene gratificato dalla sua pittura, una esperienza da non mancare, di passeggiare qual novello Gregorovius tra le strade ed i giardini, le rovine di questa città, spesso nascosti o obliati ovvero declassati dalla vista quotidiana che quasi ne annulla l’interiore bellezza, riproponendoceli con un nuovo e originale punto di vista, con un colorismo che li fa rivivere e li riporta d’imperio tra le memorie che non possono mai più essere dimenticate, avendo attinto il Giachè all’arte, e quindi ad una categoria dello spirito che, in quanto tale, farà per sempre parte della mente e del cuore dei fruitori della (sua) pittura, ove è il suo pennello a fare la storia di questa città suscitando, insieme all’ammirazione per la sua tecnica, la dolcezza infinita nata dalla riscoperta di un paradiso perduto.
Una pittura tradizionale questa di Giachè, ma vibrante di tensione, mossa dall’ansia della ricerca, del soggetto da rappresentare riproponendolo al nostro occhio disincantato, quindi inpoverito, forte di una bravura tecnica e pure compositiva, cui si associa inevitabilmente, per un pittore della natura, un piacere coloristico che incanta riportandoci nel sogno e nella sua magia, che egli sa estrarre da una inquadratura, banale per la massa, ma ben meritevole per l’artista di essere rappresentata quale testimonianza, trasmissibile agli altri, di un mondo perduto ormai, se non ci fossero artisti capaci di coglierlo e di rappresentarlo, qual è Stefano Giachè, un serio professionista che sa conservare, e quindi donarci, l’afflato mistico di un grande poeta.
Ottobre 2015 Scrittore e critico d’arte Alessandro FERRARO
